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NOI GIOVANI DI AN


Presentazione. In questo spazio troverete tracce di una militanza quotidiana, fatta di passione e di intramontabili ideali. E’ questa la nostra Comunità, un piccolo esercito di sognatori, di guerrieri instancabili  che non si lasciano piegare dall’inesorabile avanzata del Nulla che infetta tanti giovani già “vecchi”.

Chi Siamo

Chi siamo. AREA RISERVATA

Azione Giovani è ormai un’importante realtà politica. Azione Giovani, è un’organizzazione giovanile con una gloriosa storia alle spalle e con una sua autonomia e incisività nelle questioni giovanili, e non un sottoinsieme del partito. Militare in Azione Giovani non è solo una formale adesione ad un gruppo politico giovanile, o una semplice adesione di facciata; Ma una comunità di ragazzi che credono nei valori di Alleanza Nazionale.  Tanti ragazzi nelle scuole e nelle Università rappresentano e hanno rappresentato la giovane destra; ma, in alcune circostanze la semplice presenza di un esponente di Destra in una scuola può essere causa di polemiche, o contrasti. Tuttavia i giovani di Destra vivono quest’impegno con coraggio e a testa alta, orgogliosi di ciò che rappresentano. Oggi assistiamo a fenomeni sociali di vario tipo, che vedono ad esempio sulla scena ragazzi che si divertono a fare gli “alternativi”. Ci fanno ridere alcuni gruppi che si spacciano per contestatori e rivoluzionari. In questo territorio i veri rivoluzionari saremo noi! Ci vuole molto coraggio sostenere la propria identità di Destra in un Paese come (S. Giov. in Fiore)dove a sempre e solo governato la Sinistra, che non ad essere un ragazzo della Sinistra Giovanile. Ci vuole coraggio a rappresentare la destra nelle scuole, nell’Università, dove tanti ragazzi sono stati insultati e sempre più spesso emarginati per via delle loro idee. I veri ribelli siamo noi! Siamo noi che non abbiamo mai accettato passivamente il messaggio comunista. Siamo noi che abbiamo scelto di non rimanere più impassibili di fronte a un Paese (S. Giov.in Fiore) che si stà spopolando, e che la delinquenza stà soffocando. Chi ce lo fa fare di stare a destra? Chi ce lo fa fare di schierarci fin da giovani con una parte politica avversata da tutti? Un ragazzo di destra non pensa a tutto questo, lo fa perché SENTE di doverlo fare, perché è CONVINTO di volerlo fare, perché la forza che dà un’ideale è superiore a qualsiasi altra cosa. Tutto questo ce lo hanno insegnato,con la loro vita, i ragazzi che hanno fatto la Storia di questo movimento giovanile, uno su tutti, Sergio Ramelli. Ce lo insegna la storia di questo partito, di questa organizzazione giovanile, dove alcuni ragazzi hanno dato la vita per tenere viva quella fiamma. Quella stessa fiamma che arde nei nostri cuori e non si spegnerà mai.

La nostra storia

Azione Giovani è il movimento che raccoglie i giovani di Destra, quelli che si riconoscono nei principi e nei programmi di Alleanza Nazionale. Nata nel 1996, la struttura di A.G. porta con se la straordinaria esperienza politica, ideologica e culturale del Fronte della Gioventù, movimento giovanile del M.S.I. , protagonista della vita politica italiana fin dal dopoguerra. I giovani, infatti, da sempre rappresentano uno dei punti di forza della Destra italiana. Gli stessi ragazzi del Fronte della Gioventù sono stati impegnati per anni in numerose battaglie contro la corruzione, conto la droga , contro l’aborto e per il recupero delle tradizioni e dell’identità nazionale del popolo italiano. Tutto questo in tempi, gli anni 60-70, in cui , per i giovani di Destra, sostenere i propri ideali era estremamente difficile e pericoloso.
Oggi Azione Giovani è una comunità composta da ragazzi e ragazze che impegnano, con volontà e passione, parte del loro tempo per sostenere, difendere e diffondere tra i propri coetanei, idee e valori ai quali si sentono legati, e che sono fondamentali per il miglioramento della nostra società.

I nostri ideali

Noi crediamo:

- innanzitutto, nella VITA: vogliamo che essa sia riconosciuta fin dal concepimento, che sia riconosciuto agli embrioni il diritto di vivere, che sia regolamentata seriamente la pratica della fecondazione assistita;

- lottiamo contro ogni tipo di droga, riteniamo prioritario impedirne la diffusione e prevenirne l’utilizzo, siamo dunque contrari a qualsiasi forma di “liberalizzazione”.

Vogliamo realizzare il sogno di una SOCIETA’ più GIUSTA:
-dove chi merita possa avere un lavoro sicuro senza raccomandazioni;
-dove chi è inascoltato possa avere solidarietà concreta;
-dove chi ha sbagliato, chi si è macchiato di crimini orrendi, paghi veramente il proprio conto con la società, e chi è nel giusto sia tutelato e possa sentirsi al sicuro;
-dove sia valorizzata la famiglia, fondamento della società;
-dove la politica non sia solo cinico esercizio del potere ; per questo siamo contro i “poteri forti”, i privilegi, e contro tutte le “mafie”.

Lottiamo per una CULTURA LIBERA dai pregiudizi e dagli “assolutismi” ideologici, per una scuola moderna che veda gli studenti protagonisti. Difendiamo la nostra IDENTITA’ NAZIONALE, l’importanza del concetto di “patria”, promuoviamo la riscoperta delle tradizioni del nostro popolo e della nostra terra. Azione Giovani crede in questi valori e si rivolge a tutti quei ragazzi e ragazze che, con passione e convinzione, vogliono fare qualcosa per costruire un futuro migliore, per loro e per la nostra Italia.

Com Stampa

L’emergenza rifiuti della Campania, che ci tocca da vicino, dato che il sindaco di San Giovanni in Fiore ha affermato nei giorni scorsi che nelle nostre discariche arriveranno 120 tonnellate di spazzatura campana, fa tornare di prepotente attualità l’annoso problema dello stato di “salute” delle discariche presenti nel nostro territorio.

Azione Giovani esprime profondo sconcerto per queste dichiarazioni del sindaco, considerato i campanelli d’allarme ambientale che ormai da alcuni anni si sono fatti sentire nel nostro territorio; ne sono un esempio l’alto tasso di malattie tumorali che sta interessando la nostra cittadina, e che a tutt’oggi non ha trovato una valida e chiara spiegazione.  Tale arrivo di rifiuti noi di Azione Giovani lo troviamo inaccettabile a causa dei svariati motivi che hanno creato il disastro campano, il cui principale fattore è da ricercare, come ormai tutti si sono resi conto, nell’inerzia irresponsabile delle autorità campane, che hanno fatto arrivare la situazione rifiuti a tale punto di saturazione tanto da mettere a repentaglio un bene fondamentale dei cittadini che è quello della salute.

Al contrario del sindaco, noi di AG pensiamo che prima che un problema di solidarietà (valore in cui noi profondamente crediamo) si pone un problema di chiarezza, vale a dire chi a creato questo disastro se ne deve assumere tutte le responsabilità, solo dopo aver fatto chiarezza si può andare incontro alle popolazioni campane per alleviare questo grave disagio creato dalla spazzatura, in quanto la nostra comunità è pronta ad esprimere tutta la sua solidarietà qualora ci fossero le condizioni, presupposto che a nostro avviso è incompatibile con la natura del nostro territorio.

Noi di Azione Giovani pensiamo che il problema dei rifiuti campani possa trovare adeguate soluzioni nella stessa regione di produzione, tramite l’individuazione di siti adatti, ma soprattutto grazie alla costruzione di termovalorizzatori, in quanto idonei impianti a smaltire enorme quantità rifiuti senza creare danno alla salute e all’igiene pubblica. Solo dopo che le autorità campane si saranno attivate per risolvere questo problema, si può invocare l’aiuto e la solidarietà delle altre regioni. Allo stato attuale delle cose, noi riteniamo che sia impossibile ricevere nella nostra discarica rifiuti campani, considerando il fatto che l’arrivo di altri rifiuti andrebbe a saturare la discarica del Vetrano con i relativi danni all’ambiente, che inevitabilmente ne deriverebbero.

Inoltre, considerata la complessità di tale situazione, a noi ci è venuto il legittimo dubbio che dalle nostre parti potrebbero arrivare non un centinaio di tonnellate, ma addirittura qualche migliaio di tonnellate di rifiuti.

Il nostro sindaco ha il dovere di proteggere la salute dei cittadini sangiovannesi., perciò noi di Azione Giovani ci appelliamo al suo senso di responsabilità di primo cittadino affinché sulla situazione che si è venuta a creare dia alla cittadinanza informazioni dettagliate e precise sui provvedimenti che s’intendono adottare. A tale fine, noi giovani di Alleanza Nazionale saremo vigili e solerti nel seguire gli sviluppi di tale situazione e nell’informare la popolazione qualora venissero prese delle decisioni in contrasto con quelle che sono le legittime aspettative dei cittadini.

San Giovanni in Fiore, li 04-02-08

AZIONE GIOVANI

Statutto

CAPO 1 – FINALITA’, SIMBOLI E NORME DI ADESIONE

  • Art. 1 (finalità)
    “AZIONE GIOVANI” è il movimento unico e ufficiale dei giovani che si riconoscono nelle finalità di Alleanza Nazionale, ispirato a ad una visione spirituale della vita, avente la finalità di garantire la dignità e gli interessi di tutti i giovani italiani. Azione Giovani si impegna a diffondere nelle nuove generazioni il movimento dell’identità nazionale nella più vasta prospettiva europea, in coerente adesione ai valori tradizionali del nostro popolo.


  • Art. 2 (emblema e bandiera)
    L’ emblema di A.G. è composto dalla fiaccola tricolore e dalla dicitura Azione Giovani. Ogni uso non conforme dell’emblema ufficiale deve essere autorizzato dalla Direzione Nazionale.


  • Art. 3 (limiti di età)
    Possono iscriversi ad A.G. tutti i giovani compresi tra i 14 e i 30 anni compiuti che non siano iscritti ad altri partiti politici. L’iscrizione è consentita anche a coloro che pur non avendo compiuto i 14 anni risultano iscritti alle scuole medie-superiori. Per i Dirigenti Nazionali ed i membri dell’Esecutivo il limite di età è elevato a 35 anni. Il Presidente Nazionale dura in carica ed è rieleggibile fino al compimento del 35° anno di età. Raggiunti i limiti di età le cariche nazionali decadono e non sono più rinnovabili. Gli iscritti di A. G. che ricoprono le cariche di Presidente Provinciale, Coordinatore Regionale, Dirigente Nazionale e Membro dell’Esecutivo hanno l’obbligo di regolarizzare la loro iscrizione ad A.N.

    CAPO II – GLI ORGANI POLITICI

  • Art. 4 (Circoli)
    L’Unità fondamentale di A.G. è il Circolo, composto da almeno 10 membri riuniti per affinità territoriale, ambientale o tematica. La costituzione del circolo è approvata dal Presidente Provinciale. Nel caso di mancata approvazione il Presidente Provinciale inoltra con proprio parere la richiesta alla Direzione Nazionale che decide a maggioranza degli aventi diritto, sentita la Commissione Tesseramento.
    Organi del circolo sono: il Presidente, il direttivo e l’assemblea degli iscritti. Il Presidente del circolo viene indicato dall’assemblea degli iscritti e nominato dal Pres. Prov. Nel caso di più circoli esistenti nello stesso Comune il Pres. Prov. di concerto col Coord Reg può nominare un Coordinatore Comunale, sentito il parere dei presidenti di circolo. Nei Comuni in cui non siano costituiti Circoli di Ag il Pres. Prov., può designare un fiduciario. Possono essere costituiti circoli anche fuori dal territorio della Repubblica Italiana, la ratifica viene fatta dal Presidente Nazionale di AG.


  • Art. 5 (Presidenti Provinciali)
    I Circoli sono federati di norma nei corrispondenti coordinamenti provinciali di A.N. Il Presidente Provinciale di A.G. fa parte dell’Esecutivo Provinciale di A.N. a norma dell’art. 45 dello Statuto di A.N.
    Sono organi provinciali: il Presidente Provinciale, il Direttivo e la Conferenza Provinciale dei quadri dirigenti. Il Presidente Provinciale nomina e presiede le riunioni di un Direttivo Provinciale composto da non più di venti membri. La ratifica del Direttivo Provinciale spetta al Presidente Nazionale, e si dà per acquisita in mancanza di comunicazioni avverse dopo 30 gg dall’invio della richiesta. I membri dell’Esecutivo Nazionale ed i Dirigenti Nazionali partecipano, senza diritto di voto, ai direttivi provinciali della federazione in cui sono iscritti; il Coordinatore regionale può partecipare ai direttivi provinciali delle federazioni che ricadono nella propria regione. Il Presidente Provinciale, nell’ambito del quadro delineato dalle direttive nazionali, ha facoltà esecutiva e autonomia organizzativa e politica nel territorio di propria competenza. Il Presidente Provinciale dura in carica tre anni e viene eletto dall’ Assemblea degli iscritti. Alla scadenza del mandato il Pres. Prov. uscente convoca il Congresso Provinciale, nel caso di inerzia dello stesso alla convocazione provvede il Coordinatore Regionale ovvero il Presidente Nazionale. Il Pres. Prov. raccoglie il tesseramento annuale e le relative quote di adesione, ne invia per conoscenza una copia al Coordinatore Regionale e ne cura l’inoltro alla Direzione Nazionale.
    Il Pres. Prov. può, con motivazione scritta da allegare al tesseramento, negare la ratifica dell’adesione individuale nei casi in cui ritenga opportuno adottare tale provvedimento. In tal caso curerà comunque l’inoltro delle domande in sospeso sulle quali deciderà il Presidente Nazionale, sentita la Commissione Tesseramento. Qualunque procedura di raccolta del tesseramento differente rispetto a quella sopra descritta si considera illegittima e non sanabile. Il Pres. Prov. convoca e presiede la Conferenza Provinciale dei quadri di AG, organo consultivo composto dai membri dell’Esecutivo Nazionale, della Direzione Nazionale, del Coordinamento Regionale, del Direttivo Provinciale, dai presidenti di circolo, dai coordinatori comunali, da tutti gli eletti, iscritti ad AG negli Enti Locali, nelle Università, nelle scuole, dai responsabili provinciali di organizzazioni ed associazioni che insistono sul territorio provinciale ed esprimono, nei settori di loro competenza, la medesima visione metapolitica del Movimento, previa sottoscrizione di un protocollo d’intesa con il direttivo provinciale.


  • Art. 6 (Coordinatori Regionali)
    Nell’ambito di una stessa regione è istituito il Coordinatore Regionale. Il Coord. Reg. viene eletto dai Presidenti Provinciali di AG e di AU che insistono sul territorio regionale, dai Dirigenti Nazionali eletti all’Assemblea Nazionale iscritti in una delle federazioni provinciali di A.G. costituenti la regione.
    Sono organi regionali: il Coordinatore, il Coordinamento e la Conferenza Regionale dei quadri dirigenti. Il Coordinatore Regionale esercita funzioni di indirizzo, coordinamento e verifica dell’attuazione della linea politica determinata dalla Direzione Nazionale. Il Coord. Reg. riferisce periodicamente in tal senso all’Esecutivo Nazionale. Il Coordinamento Regionale è composto dal Coord. Reg., dai membri dell’Esecutivo Nazionale, dai Dirigenti Nazionali, dai Presidenti Provinciali della regione, da cinque componenti nominati dal Coordinatore Regionale.
    Il Coord. Reg. rimane in carica per tre anni. La Conferenza Regionale dei quadri , organo consultivo, è composta da tutti i componenti del Coordinamento regionale, da tutti gli eletti di AG negli Enti Locali, nelle Università, nelle scuole, dai responsabili regionali di organizzazioni ed associazioni che insistono sul territorio regionale ed esprimono, nei settori di loro competenza, la medesima visione metapolitica del Movimento, previa sottoscrizione di un protocollo d’intesa con il Coordinamento Regionale.


  • Art. 7 (Direzione Nazionale)
    La Direzione Nazionale è l’organo che elabora e determina gli indirizzi politici generali del Movimento, esamina e approva i bilanci preventivi e consuntivi. Approva a maggioranza dei 2/3 degli aventi diritto al voto le modifiche al presente statuto. E’ costituita da sessanta membri, trenta eletti dal Congresso Nazionale e trenta nominati dal Presidente Nazionale, di cui 10 in ragione del premio di maggioranza.
    I componenti dell’Esecutivo Nazionale ed i Coordinatori Regionali partecipano, senza diritto di voto, alle riunioni della Direzione, alla quale sottopongono periodicamente i loro programmi e le loro considerazioni.
    La Direzione Nazionale è presieduta e convocata, d’intesa con il Presidente Nazionale, da un Presidente della Direzione Nazionale che viene eletto dalla Direzione Nazionale a maggioranza. Il Presidente della Direzione Nazionale redige l’ordine del giorno e garantisce il corretto svolgimento dei lavori. La Direzione Nazionale è validamente convocata in presenza della metà più uno dei suoi componenti. La direzione nazionale costituisce al suo interno l’Ufficio di Presidenza, composto dal presidente e da due vice presidenti.
    Il Dirigente Nazionale che non dovesse presentarsi per tre sedute consecutive alle riunioni della Direzione Nazionale (intendendo per seduta l’intero arco della stessa), senza aver addotto giustificati motivi, decade automaticamente.
    La Dir. Nazionale, a tre anni dalla celebrazione del Congresso Nazionale, richiede al Presidente Nazionale A.N. l’indizione di un nuovo Congresso.


  • Art. 8 (Esecutivo Nazionale)
    L’ Esecutivo Nazionale, organo che ha il compito di attuare la politica del movimento, è composto da un massimo di venticinque membri nominati dal Presidente Nazionale e ratificati dalla Direzione Nazionale. Ne fa parte di diritto il Presidente Nazionale di Azione Universitaria ed il responsabile nazionale per la politica studentesca.
    Le deleghe ed i dipartimenti sono direttamente assegnati dal Presidente Nazionale a singoli membri dell’esecutivo in ragione delle specifiche competenze di ognuno relativamente alle questioni di particolare rilevanza politica, sociale e culturale. Nel caso di rimozione ad opera del Presidente Nazionale dall’incarico di membro dell’Esecutivo Nazionale il componente rimosso viene integrato nella Direzione nazionale senza conseguenze a carico dei dirigenti surrogati. In questo caso è fatto obbligo al Presidente Nazionale di procedere alla sostituzione individuando il sostituto nell’ambito della Direzione stessa, fatto salvo il numero massimo complessivo di 60 Dirigenti Nazionali.


  • Art. 9 (Presidente Nazionale)
    Il Presidente Nazionale viene eletto dal Congresso Nazionale, rappresenta in ogni sede, politicamente e giuridicamente, le finalità e gli interessi di A.G. Convoca e presiede l’Esecutivo Nazionale. Nomina l’Esecutivo Nazionale attribuendo i relativi incarichi così come previsto dall’articolo 8. Il Pres. Naz. di A.G. delibera sui ricorsi concernenti il tesseramento previa istruttoria della Commissione Tesseramento.
    Il Pres. Naz. di A.G. può essere rimosso dal suo incarico dal Presidente Nazionale di A.N. Richiesta in tal senso può essere rivolta al Presidente Nazionale di A.N. dai tre quarti della Direzione Nazionale.


  • Art. 10 (Assemblea Nazionale)
    Il Congresso Nazionale è l’organo supremo di A.G., elegge il Presidente Nazionale e trenta dirigenti nazionali, elabora ed esprime le linee politiche fondamentali per l’intera organizzazione.
    Sono delegati elettivi di diritto al Congresso Nazionale:
    il Presidente Nazionale uscente;
    i membri della Direzione Nazionale (in carica da almeno 60gg);
    i Coordinatori Regionali eletti;
    i Presidenti Provinciali di A.G. eletti;
    i Presidenti Provinciali di Azione Universitaria eletti.
    Sono delegati elettivi:
    i delegati eletti nelle assemblee provinciali in maniera proporzionale ai votanti delle relative assemblee.
    Sono invitati al Cong. Naz. gli iscritti ad A.G. eletti al CNSU, nel parlamento nazionale e nei consigli regionali.
    Il Presidente viene eletto con la maggioranza assoluta dei votanti in prima votazione; in caso di mancato raggiungimento del quorum in prima votazione, si dà luogo al ballottaggio tra i primi due.
    I Dirigenti Nazionali vengono eletti in base a liste di candidati collegati ad un candidato alla Presidenza, con ripartizione proporzionale dei seggi. La Direzione Nazionale è delegata ad adottare il regolamento delle Assemblee in sintonia con le indicazioni esposte nel presente Statuto.
    Trascorsi tre anni dalla celebrazione del Congr. Naz. la Direzione Nazionale richiede alla direzione del partito l’indizione di un nuovo Congr. Naz.


  • Art. 11 (Conferenza Nazionale Quadri dirigenti)
    La Conferenza Nazionale è organo consultivo convocato dal Presidente Nazionale di A.G. per la discussione delle tematiche politiche di attualità e la progettazione di iniziative e campagne nazionali. Vi partecipano: Presidenti Provinciali, Coordinatori Regionali, Dirigenti Nazionali e membri dell’Esecutivo Nazionale.


  • Art. 12 (Università)
    Gli studenti universitari iscritti ad A.G. che intendono dedicarsi prevalentemente alla politica universitaria, si costituiscono in appositi Circoli di Ateneo, uniche strutture di A.G. deputate a svolgere attività all’interno dell’Università. Il Presidente di Ateneo viene eletto ogni tre anni dagli iscritti al medesimo Circolo. Analogamente, gli iscritti ai Circoli di più Atenei ricadenti nello stesso Coordinamento Provinciale, eleggono il Presidente Provinciale di Azione Universitaria.
    La presidenza provinciale di AU può essere costituita solo nelle province sedi di rettorato
    Nel caso di province dove esiste un unico Ateneo la carica di Presidente di Ateneo coincide con quella di Presidente Provinciale universitario.
    Il Presidente Provinciale di A.U. è eletto dagli iscritti ai Circoli di Ateneo. A livello di Ateneo il Presidente nomina un Direttivo universitario. Il presidente di Ateneo o, se esiste, Provinciale, nomina un direttivo universitario composto fino ad un massimo di 8 membri, fa parte di diritto del Direttivo di A.G., nella qualità di Vice-Presidente, tranne nel caso di facoltà distaccate.
    I Presidenti di Ateneo, i Presidenti Provinciali Universitari, i delegati eletti nelle Assemblee Provinciali, I membri del gruppo di A.U. al CNSU, i Dirigenti Nazionali di A.U costituiscono l’Assemblea Nazionale Universitaria, che elegge il Presidente Nazionale di A.U. e i dieci membri elettivi della Direzione Nazionale di A.U.
    In caso di gravi conflitti tra il Presidente Provinciale di A.G. e il Presidente Provinciale di A.U., decide il Presidente Nazionale di A.G. sentito il Presidente Nazionale di A.U.
    Il Presidente Nazionale di A.U., di comune accordo con il Presidente Nazionale di AG, può commissariare per gravi e giustificati motivi il Pres. Prov. di Azione Universitaria con le medesime modalità necessarie al commissariamento del Pres. Prov. di AG.
    Il Presidente Nazionale di A.U. può essere rimosso dal suo incarico dal Presidente Nazionale di A.G. per gravi motivi, in accordo con il Presidente Nazionale di A.N.
    Per quanto non disciplinato dal presente statuto si rinvia al regolamento di A.U, approvato dai 2/3 dell’Assemblea Nazionale di A.U e ratificato dai 2/3 delle Direzioni Nazionali di AG e AU riunite in seduta congiunta.


  • Art. 12 bis (Scuole)
    La sigla che Azione Giovani utilizza nelle scuole medie-superiori è Azione Studentesca. Il Presidente Nazionale Di AG nomina il Responsabile Nazionale di AS tra i componenti dell’Esecutivo. Ogni Presidente Provinciale di A. G. provvede alla nomina di un responsabile provinciale studentesco. Il responsabile nazionale di A. S. convoca e presiede la Conferenza Nazionale di AS, organo consultivo composto dai responsabili provinciali studenteschi.


  • Art. 13 (sigle parallele)
    La Direzione Nazionale può deliberare la costituzione di associazioni parallele o di area, qualora ne ravvisi l’opportunità, per creare strumenti di penetrazione nel mondo giovanile più efficaci e specifici. In tal caso devono essere chiaramente indicate le competenze attribuite, i margini di autonomia organizzativa, le relazioni istituzionali con A.G.



    CAPO III – COMMISSIONE DI GARANZIA E DEI PROBIVIRI

  • Art.14
    La Commissione è eletta dall’Assemblea Nazionale ed è formata da 5 membri: un presidente, il suo vice, tre componenti.
    La Commissione si riunisce in via straordinaria ed esprime pareri obbligatori, non vincolanti, sulle situazioni dove potrebbe essere richiesto un provvedimento disciplinare di commissariamento, sospensione o espulsione a carico di un qualsiasi iscritto.
    La Commissione effettua verifiche circa la veridicità dei fatti e provvede a relazionare per iscritto il Pres. Naz. di A.G.
    L’azione disciplinare, a carico degli iscritti che non osservano i doveri sanciti dal presente Statuto o che abbiano leso con il loro comportamento l’immagine pubblica di A.G., può essere promossa dal Presidente Nazionale di Ag, dai Presidenti Provinciali, dai Coordinatori Regionali, dai Dirigenti Nazionali, dai membri dell’Esecutivo nell’ambito del territorio di loro competenza.
    I componenti l’Esecutivo, la Direzione Nazionale, i Coordinatori Regionali, i Presidenti Provinciali possono essere deferiti alla Commissione solo dal Presidente Nazionale.
    Le sanzioni disciplinari sono le seguenti:
    a) ammonizione e censura;
    b) sospensione a tempo determinato;
    c) sospensione a tempo indeterminato;
    d) espulsione e conseguente destituzione da qualsiasi incarico.
    Il Presidente Nazionale può adottare nei confronti dell’iscritto deferito, in attesa di definitiva decisione da parte dell’organo disciplinare competente, provvedimenti sospensivi a carattere cautelare.


  • Art. 15
    Il Presidente Provinciale per gravi e giustificati motivi, può disporre il commissariamento del Presidente del circolo, inviandone le motivazioni al Presidente Nazionale di A.G. Opposizione al provvedimento può essere inoltrata alla Commissione di Garanzia che riferisce alla Direzione Nazionale.
    Il Presidente Nazionale può procedere, per gravi e giustificati motivi, al commissariamento di Presidenti Provinciali e Coordinatori Regionali.
    Il Presidente Nazionale può revocare l’incarico di componente dell’Esecutivo. Può procedere altresì alla revoca dei Dirigenti Nazionali previo parere favorevole della Direzione Nazionale che si esprime a maggioranza di due terzi.
    Il provvedimento di commissariamento dei Presidenti Provinciali, dei Coordinatori Regionali e quello di revoca dei Dirigenti Nazionali devono essere preceduti dal parere obbligatorio della Commissione di Garanzia e dei Probiviri
    Il Presidente Nazionale di A.U., sentito il parere del Presidente Nazionale di A.G. può procedere al commissariamento del Presidente Provinciale di A.U. secondo le medesime modalità previste dal presente articolo per il commissariamento del Presidente Provinciale di A.G.
    Il commissariamento ha durata massima di sei mesi, trascorsi i quali, è convocata l’assemblea di circolo, provinciale o regionale, sulla base dell’ultimo tesseramento ratificato.



    CAPO IV – COMMISSIONE TESSERAMENTO

  • Art. 16
    La Commissione è eletta dalla Direzione Nazionale ed è composta da un Presidente, un vice presidente e tre componenti. Il Presidente della Commissione è il Responsabile del tesseramento nominato in seno all’Esecutivo Nazionale dal Presidente Nazionale di AG.
    La Commissione esprime parere obbligatorio, non vincolante, in tutte le controversie relative al tesseramento ad A.G. ed alla costituzione dei circoli.

    CAPO V – INCOMPATIBILITA’

  • Art. 17
    I membri dell’Esecutivo Nazionale sono incompatibili con l’incarico di Dirigente Nazionale. La carica di Coordinatore Regionale è incompatibile con quella di Presidente Provinciale.
    Nel caso in cui un Presidente Provinciale venga eletto Coordinatore Regionale deve essere convocata l’Assemblea entro 3 mesi. La carica di Presidente Provinciale di A.G. è incompatibile con quella di Presidente Provinciale di A.U.
    La carica di componente della Commissione di Garanzia è incompatibile con qualsiasi altra.


CAPO VI – NORME TRANSITORIE E FINALI

  • Art. 18
    La commissione di garanzia e dei probiviri è eletta dalla Direzione Nazionale con maggioranza dei due terzi degli aventi diritto al voto.
    Nelle more della convocazione del Congresso Nazionale di AU, il Commissario Nazionale di Azione Universitaria è nominato dal Presidente di A.G.
    La Commissione Statuto eletta dal Congresso Nazionale rimane in carica fino alla prossima scadenza statutaria per l’interpretazione autentica del presente Statuto.
    I Membri dell’Esecutivo Nazionale, della Direzione Nazionale, I Coordinatori Regionali, I Presidenti Provinciali eletti o nominati in occasione del secondo congresso Nazionale mantengono il loro incarico sino alla scadenza del proprio mandato, anche in deroga ai limiti d’età stabiliti all’art. 3 del presente statuto.


Roma, 28 Aprile 2004

Commissione Statuto Nazionale

Contatti

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A Sergio

La Notte, 29 aprile 1975

E’ morto Ramelli , dopo 48 giorni in coma

Lo studente massacrato dagli ultrasinistri

Dopo quarantotto giorni di straziante agonia è spirato , poco prima delle dieci, al reparto neurochirurgia padiglione Beretta, del Policlinico, Sergio Ramelli, 19 anni, lo studente simpatizzante per l’estrema destra massacrato bestialmente sotto casa da alcuni giovani di sinistra armati di spranghe di ferro il 13 marzo 1975.
Il giovane, dopo l’aggressione, fu trasportato d’urgenza al policlinico e sottoposto ad un intervento chirurgico durato cinque ore, nel corso del quale i medici riuscirono a ricostruire una parte della calotta cranica e della membrana cervicale.
Dopo la delicata operazione, Sergio Ramelli diede segni di miglioramento, dovuti alla reazione della sua forte fibra e alla giovane età; i medici del “Beretta”, a un certo punto, manifestarono un cauto ottimismo circa le possibilità di salvare il ragazzo, che reagiva in maniera sorprendente. LA prognosi, tuttavia, rimase sempre riservata sia “per la sopravvivenza che per la funzione”. Ciò significa che Sergio Ramelli, se anche fosse sopravvissuto, sarebbe probabilmente rimasto gravemente menomato, muto e semiparalizzato.
In seguitosono pervenute complicazioni polmonari che hanno rapidamente indebolito un fisico provato. Le energiche cure a cui è stato sottoposto non hanno potuto impedire il sopraggiungere di un collasso cardiocircolatorio che, ha spezzato l’esile filo che ancora legava Sergio Ramelli alla vita.

Aggressione Selvaggia

L’aggressione, messa a segno il 13 marzo 1975 in via Amadeo, davanti al palazzo segnato dal numero 40, dove il giovane abitava con i genitori ed i fratelli, non aveva avuto praticamente testimoni. Si sa che lo studente, dopo aver parcheggiato il suo motorino in via Paladini, si era diretto verso casa. Improvvisamente, all’angolo con la via Amadeo – era l’una e quindici – alcuni giovani armati di spranghe, bastoni, chiavi inglesi gli balzarono addosso colpendolo selvaggiamente al capo.
Sergio Ramelli crollo al suolo sanguinante. A questo punto i teppisti trasformarono il pestaggio in un vero e proprio linciaggio. Infierirono sul giovane sino a sfondargli la calotta cranica. Poi fuggirono, lasciandolo a terra svenuto e sanguinante.
Il Ramelli fu soccorso soltanto dopo qualche minuto da un commesso che avvertì immediatamente la portinaia dello stabile in cui la famiglia Ramelli abita da 22 anni. La donna, Graziella Zacchia, visto il giovane a terra, corse immediatamente ad avvisare la polizia ed una ambulanza.Lo studente, che perdeva materia cerebrale, venne ricoverato al Policlinico. Dopo l’intervento chirurgico Sergio Ramelli fu trasportato  al reparto rianimazione. Qui è rimasto 48 giorni in stato comatoso. Le indagini dell’ufficio politico della questura presero il via subito dopo l’aggressione; nella stessa serata furono arrestati una decina di giovani, studenti del “Molinari” l’istituto che il Ramelli aveva frequentato fino a poco tempo prima. Questi giovani, tutti di estrema sinistra, furono poi rilasciati perché risultarono estranei al fatto. L’inchiesta si spostò poi tra i gruppi della sinistra extraparlamentare che operano nella zona Città Studi, dove abitava Sergio Ramelli. Questi, infatti, pochi giorni prima del fatale agguato, aveva affisso nel quartiere dei manifesti del “Fronte della Gioventù” che riguardavano l’uccisione del simpatizzante di destra Miki Mantakos, fulminato da un colpo di pistola a Roma durante gli incidenti avvenuti in occasione delle prime udienze del processo per la strage di Primavalle. Anche questa seconda pista, però, non ha dato alcun frutto.

Espulso dalla scuola per le ideologie politiche.

Il Ramelli, figlio di Mario, 47 anni e Anita Pozzi [sic] di 49 anni, era stato fiduciario del “Fronte della Gioventù” all’Istituto Molinari dove aveva studiato a lungo prima di esserne espulso a causa delle sue idee politiche, dopo un assurdo “processo” avvenuto durante un’assemblea studentesca. Proprio per quel motivo il padre lo aveva trasferito in una scuola privata dove frequentava il biennio quarta e quinta e si stava preparando per l’esame per perito chimico. Era già stato picchiato in altre occasioni. In particolare, una ventina di giorni prima dell’aggressione mortale la stessa sorte era toccata a suo fratello Luigi, scambiato per Sergio.
Lo stesso Sergio e suo padre erano stati ancora protagonisti di un’altra aggressione quando il giovane studiava la Molinari. Dopo una accesa discussione con il preside nell’atrio della scuola, erano stati circondati da un gruppo di studenti. Era nato un tafferuglio: insulti, sputi, botte. Un solo professore, al “Molinari” aveva difeso Ramelli, sostenendo che egli aveva diritto ad avere le sue idee politiche e che anche gli altri – proprio perché viviamo in una società democratica- dovevano rispettarle. Il suddetto professore era stato però “punito” per questo suo atteggiamento: la sua macchina era stata data alle fiamme dagli ultrasinistri. Sergio Ramelli apparteneva a una famigli di grandi tradizioni patriottiche. Due suoi parenti avevano ricevuto, nell’ultima guerra mondiale, la massima decorazione al valore: la medaglia d’oro al valore militare.

Il processo

I responsabili dell’infame aggressione verranno catturati solo dopo 10 anni, quando alcuni militanti dell’organizzazione extraparlamentare di sinistra “Prima Linea”, pentitisi, decisero di parlare. Gli assassini erano militanti di “Avanguardia Operaia” appartenenti al servizio d’ordine della facoltà di Medicina (sapevano benissimo, dunque, la pericolosità di colpi inflitti alla testa!): Walter Cavallari, Claudio Colosio, Marco Costa, Giovanni Di Domenico, Claudio Scazza, Franco Castelli, Luigi Montinari, Giuseppe Ferrari Bravo, Antonio Belpiede, Gianmaria Costantino, Brunella Colombelli (indicò al gruppo luogo e ora in cui colpire Ramelli). Il 02.03.’89 la II Corte d’Assise d’Appello dichiara gli imputati (eccetto il Costantino, deceduto) colpevoli di omicidio volontario, riconoscendo, però, loro l’attenuante del concorso cosiddetto “anomalo” in omicidio e riducendo le pene (la maggiore è così di 11 anni e 4 mesi).

Del gruppo killer solo Costa e Ferrari Bravo tornarono in carcere, per poi essere affidati l’uno all’affidamento sociale e l’altro alla semilibertà. Gli altri evitarono la galera con condoni e regimi limitativi o sostitutivi.

Ferrari Bravo è oggi giornalista del quotidiano di Rifondazione Comunista “Liberazione”.